Parrocchia san Matteo - Laigueglia

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L’oratorio dei Disciplinati di santa Maria Maddalena

L’edificio è un prolungamento della chiesa parrocchiale, allineato sull’asse dei bracci orizzontali, ha pianta rettangolare con volta a botte lunettata, coperta da un tetto in lastre di ardesia dal colmo in coppi. I grandi finestroni mistilinei sono stati aperti a metà ‘700 per dare luce all’interno dopo che, a causa dell’ampliamento dell’edificio, erano state murate la finestra rotonda e la porta d’ingresso principale.
L’oratorio sorge probabilmente nello stesso luogo dell’antica sede dei Disciplinati del XVI secolo, Confraternita così chiamata per la pratica di flagellarsi con una specie di frusta detta “disciplina”.
Gli uomini di Laigueglia si iscrivevano alla Confraternita, e lì si riunivano per la preghiera, il suffragio dei defunti e per organizzare opere di carità e assistenza. A capo della Confraternita erano due Priori eletti annualmente che, nel  ‘500, ebbero anche il ruolo di giudici per le controversie tra confratelli o per punire gli stessi dalle condotte contrarie alla morale. I Priori avevano rilevanza sociale: disciplinavano e controllavano la pesca, occupazione primaria dei laiguegliesi, perno dell’economia del paese.
Non sappiamo molto della struttura nel periodo cinquecentesco né abbiamo testimonianze circa l’architettura o gli arredi, ma possiamo supporre, date le cronache delle visite pastorali, che l’edificio fosse in condizioni fatiscenti. Doveva essere così malridotto che nel ‘600 i confratelli decisero di abbatterlo e di costruirne uno nuovo al suo posto.
Il 22 luglio 1616, festa di santa Maria Maddalena, viene posta la prima pietra. La costruzione durerà diciotto anni e sarà conforme ai dettami di san Carlo Borromeo circa gli Oratori: a navata unica, con finestre molto in alto per impedire la visuale dell’interno a chi è fuori, facciata a Ponente e coro a levante. In seguito i confratelli provvedono agli arredi. Per pagare l’altare e la relativa pala, nel 1672 i Priori inviano una supplica al Vescovo di Albenga perché permetta loro di pescare il corallo anche nei giorni festivi e con il ricavato extra pagare i debiti.
L’altare, iniziato nel 1671 e terminato nel 1673, è opera di Dionisio Corte, autore di maestosi altari nel Ponente Ligure.  
La pregevole pala d’altare raffigurante santa Maria Maddalena penitente assistita da angeli  è opera di Domenico Piola.
Gli ex voto esposti testimoniano il legame tra i pescatori di corallo e la Confraternita.
Nel 2012 si sono conclusi il restauro degli intonaci e dei panconi (datati 1656 e 1676) disposti sulle pareti laterali. I recenti lavori hanno portato alla luce un affresco seicentesco raffigurante la Santa (vd. l'immagine qui affianco). Per oltre tre secoli è stato ignorato e nascosto dalla tela settecentesca, ora posta sulla parete lato mare. In essa Maria Maddalena, circondata da angeli, veglia su Laigueglia mentre dai torrioni cinquecenteschi viene salutato l’arrivo delle barche coralline.


La chiesa della Concezione

L'esterno presenta una facciata a capanna con finestra ovale, un piccolo campanile a vela e un pregevole porticato. Sulla parete che guarda il mare appare una affresco dell'Immacolata, ornata dal distico “In mare irato / in subita procella / invoco Te, / nostra benigna stella”.
L'interno ha subito molteplici rifacimenti. La volta a botte fu decorata durante la prima Guerra Mondiale dai soldati dell'esercito imperiale che alloggiavano nella chiesa. Nell'abside un pregevole altare in marmi policromi è sovrastato da una statua della Madonna che, diversamente dall'iconografia abituale, veste un manto nero. La leggenda narra che un marinaio, salito in cima all'albero maestro di un veliero laiguegliese, cadde rovinosamente sopra una grossa cassa restando miracolosamente illeso: la cassa conteneva la nostra statua.
Negli anni '60 la chiesa fu completamente restaurata e arricchita con una decorazione musiva nell'abside. La chiesa della Concezione è considerata la chiesa dei naviganti: numerosi ex voto sono lì custoditi a testimonianza dell'initerrotta devozione marinara.
La festa della Immacolata Concezione (8 Dicembre) è preceduta dalla Novena e seguita dall'Ottava di preghiera. La Santa Messa è celebrata il giorno di sant'Agnese (21 Gennaio), san Giuseppe (19 Marzo), alla chiusura del mese mariano (31 Maggio) e ogni sabato di Luglio e Agosto.


Il santuario di Nostra Signora delle Penne

Il Santuario delle Penne è posto sulla sommità di Capo Mele, il promontorio che più si spinge in mare dell'intera costa ligure e punto più vicino alla Corsica, distante da qui 140 km.
Mado de peňe era inciso alla base di una antica statua della Madonna portata dagli emigranti catalani pescatori di corallo, presumibilmente nella seconda metà del '600. Nella lingua catalana significa Madonna della Roccia (o della Rupe), ma nel corso dei secoli il nome venne storpiato in Madonna delle Penne.
La chiesa attualmente si presenta come un'unica aula rettangolare a cui fu aggiunta una loggia di ricovero per i viandanti, che presentava tre ampie aperture ad arco. 
Sopra lo sperone di roccia che dà il nome al Santuario, è stato recentemente collocato un busto di san Giovanni Bosco in ricordo di una santa Messa da lui celebrata in questa chiesa nel 1881. 
La Madonna dai Grandi Occhi dipinta sul lato che guarda il mare veglia sui marinai e i naviganti.
Il Santuario è visitabile ogni Sabato di Maggio e ogni primo Sabato del mese da Giugno a Settembre. La santa Messa viene celebrata il primo Maggio (apertura del mese mariano), il 5 Agosto, in occasione della festa titolare e l'8 Settembre (Natività della Beata Vergine Maria). 


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